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summer poetry festival 2018

 

 

 

 

 

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antropologos2PROGRAMMA COMPLETO ANTROPOLOGOS 2018

INVITO LUCIA

 

Libreria del Convegno oggetti da favola

Favole sugli oggetti? Perché no!

Da sempre gli oggetti della casa mi hanno incuriosito, per le loro forme per i colori, erano amici che  popolavano lo spazio intorno a me, disposti in bell’ordine… si lasciavano maneggiare senza lamentarsi, mi sembravano straordinari. Soprattutto le piccole suppellettili della cucina: a volte avevo l’impressione che fossero dotate di vita propria, e spettasse  loro di fare in modo che quello che si preparava riuscisse  al massimo.

Era merito del pentolino di rame se il budino della nonna aveva un profumo e una squisitezza uniche, o del lungo matterello se la sfoglia per la pasta riusciva di forma perfettamente tonda e di spessore giusto Sciocche fantasie infantili che presto erano svanite, ma ancora non è svanito il piacere di guardarli e dedicare qualche momento di riflessione a questi compagni di vita. Oggetti comuni: un bicchiere, un ombrello , la sedia a dondolo e altri che hanno avuto voglia di umanizzarsi per poterci trasmettere le loro storie… per narrarsi.

Senza un piano preordinato, nel tempo, queste  riflessioni si sono depositate sulla pagina ed è arrivato un libro. I racconti si snodano… siamo di fronte a storie  che offrono una sorta di riscatto di remunerazione che favolosamente compensa i contrasti che avevano dato origine al racconto. Il linguaggio espositivo, è scelto e maturato con cura, semplice ma tutt’altro che semplicistico, nella vocazione di rivolgersi a un pubblico di giovani.

Non posso fare a meno di chiudere queste righe con una significativa citazione che rubo al grande poeta Umberto Saba: MEDITAZIONE – “Poco invero tu stimi, uomo, le cose/Il tuo lume, il tuo letto, la tua casa/ sembrano poco a te, sembrano cose/ da nulla, poi tu nascevi e già/era il fuoco, la coltre era e la cuna per dormire/ per addormentarti il canto…”

 Carla Paolini: poeta, scrittrice, blogger.

Laureata in lettere con una tesi sulla retorica per immagini nella pubblicità. Si è dedicata Leggi il seguito di questo post »

non so ballare il tango

Sabato 20 gennaio

Alberto Mori, poeta performer ed artista,presenterà il libro

“Le stanze di alabastro”

in uscita per la casa editrice SE, una raccolta di poesie di Emily Dickinson, tradotto dalla poetessa Nadia Campana.

le stanze di alabastro

Emily Dickinson (1830-1886) non è solo, con Saffo, la
più grande poetessa di tutti i tempi, ma è anche divenuta un mito, per la purezza e l’eccezionalità dei suoi versi e della sua vita.
Numerose sono le traduzioni delle sue poesie disponibili
nella nostra lingua, ma probabilmente nessuna ha
l’altezza di questa, dovuta a Nadia Campana, una poetessa tragicamente scomparsa negli anni Ottanta.
«Anche quando Emily Dickinson contempla l’incanto
del visibile,» scrive Nadia Campana nella sua postfazione «lo percepisce in forma di magia. Tempesta e sereno, notte e giorno, alba e tramonto, l’alternarsi
delle stagioni sono per lei esperienze globali, cosmiche.
Riflettono il momento simbolico cruciale nella sua
concezione del mondo, costituito dal tema dell’amore e della separazione come termini indissolubili. Due metafore, queste, ricorrenti in tutta la sua sua produzione poetica. Porsi come argine disperato tra queste due urgenze è stato per lei il lavoro della poesia».

IL TRADUTTORE
Nadia Campana (1954-1985) è stata una delle voci poetiche più promettenti e stimate. La sua limitata produzione poetica, apparsa in vita su riviste, è stata riunita nella raccolta postuma Verso la mente. È stata anche autrice di saggi e traduttrice. È morta suicida a Milano.

IL TEMPO PER LEGGERE

Il comitato

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