de gustibus

«Abbiamo scelto questa tematica», spiega la responsabile della Cultura, Gilla Stagno, «in quanto la riteniamo strettamente legata al fil rouge dell’Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”». Durante l’incontro saranno presentati, attraverso la proiezione di diapositive, i quadri di alcuni fra i più grandi artisti della storia dell’arte che hanno dipinto quadri riferibili al gusto, a cominciare dall’Arcimboldo, la cui opera intitolata l’Ortolano, di proprietà del Museo Civico “Ala-Ponzone” è stata presa come spunto per realizzare il logo dell’Expo. Un tema alquanto sfaccettato quello del gusto che è in grado di riservare imprevisti e sorprese. Lo conferma lo stesso Fappanni, sottolineando come «cibo ed eros siano estremamente correlati, o possono esserlo in determinate circostanze. Forse perché l’atto di alimentarsi e l’atto erotico hanno nella loro essenza un’idea di possesso fisico, oltre che mentale, che potrebbe facilmente accumunarli, fatte naturalmente le debite distinzioni. Ne offre una eloquente dimostrazione la celebre opera “Il Gusto” di Mario Schifano». Ma questo tema, continua lo studioso, ha naturalmente avuto vasta eco nell’ambito anche della rappresentazione di uno dei più significativi passo biblici, quello della Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, al centro del quale, come noto, c’è il desiderio di assaporare il “gusto” della mela proibita. Una metafora dai profondi contenuti teologici che merita un’approfondita riflessione. E qui il pensiero va ai lavori di Albrect Dürer. Lo studioso non mancherà di soffermarsi su capolavori di tanti altri maestri, fra cui Caravaggio, Marten de Vos, Lucas Cranach, e tanti altri celebri pittori. Dipingere il cibo e il gusto significa, in definitiva, richiamare alla mente sensazioni gustative attraverso l’immagine, facendo dunque leva sul fatto che l’osservatore abbia già esperito il sapore delle vivande raffigurate oppure sia incuriosito ad assaggiarne di nuove. «Dipingere il gusto significa, conclude Fappanni, richiamare alla mente sensazioni gustative attraverso l’immagine, facendo dunque leva sul fatto che l’osservatore abbia già esperito il sapore delle vivande raffigurate oppure sia incuriosito ad assaggiarne di nuove».

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