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IL RITMO DELLE SFERE:  TUTTO CIO’ CHE E’ VIVO   PULSA  

“la morte è l’inizio di qualcosa” Edith Piaf La storia di Edith Piaf, cantante francese, al secolo Edith Giovanna Gassion, il passerotto, è un pretesto per raccontare la vita e la morte.

Vittorio Marchi dice di lei: si può dire che ben pochi al mondo hanno saputo incarnare la religione dell’amore e il linguaggio del cuore meglio di lei. Attraverso le parole e il suono delle sue canzoni sentiamo muoversi in noi dolore, amore, passione, piacere che sono parte di questa esperienza terrena e le lasciamo agire nello spazio che la musica crea, uno spazio vuoto che si riempie ma che, proprio per la natura non materica della frequenza, si risvuota in un ritmo incessante e fluido di vuoto e pieno..e risuoniamo con esso. Prima di congedarsi dal mondo rilascia un ‘intervista memorabile: seduta sulla riva del mare era intenta a confezionare un maglione, come sempre nel suo tempo libero. Alla domanda della giornalista : “cosa consiglierebbe ad un giovane per il suo futuro? ” risponde: “ama”, e ad una ragazza? “Ama” e ad un adulto? “Ama”.. E all’ennesima domanda ” per chi sta confezionando il maglione ?” risponde: “per chiunque”.. Amando e cercando tutta la vita l’amore, aveva trovato quell’amore incondizionato nell’ovunque, che la fisica quantistica descrive come massa di corpo quantico eterna..

 

 

 

 

 

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