quasi partita - Mori - 30_09_17

Il testo dell’autore ,edito per Fara Editore nel 2016 ,entra in azione interattiva di voce, testo,immagine con una video performance la quale anima il gioco del tennis con scambio verbale di parole, fonemi, gesti ,suoni.

«L’accelerazione preferita per incrociare / invia diagonale imprendibile / Coordino della lunghezza / a ritrarre su traccia liftata istinto al gesto»

(# 4, p. 26). Avete in mano dei versi guizzanti: le pause di bianco silenzio che li circondano sono il campo in cui mettere in atto una strategia per irretire l’avversario (dentro e fuori di noi), cercando di prevederne le mosse, di spingerlo al gesto non ponderato o semplicemente di stancarlo o magari di sedurlo. L’occhio del poeta Mori è allenato, sa inquadrare in 9 “movimenti” le sequenze di questa Partita che è al contempo una coinvolgente partitura multimediale di suoni, immagini, scatti e tensioni e una metafora della vita.

Siamo tutti chiamati a metterci in gioco al fine di rendere quel quasi un avverbio di taglio diverso che possa dare un senso di maggiore soddisfazione a tutte le energie e alle polarizzazioni di cui si nutrono: «Senza risparmio per la rimonta / Le velocità abbattono / I giochi spianano / Si mantiene intanto il propositivo / Dal fondo cresce con strategia naturale» (# 6, p. 34).

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